Sei proprio una scema

Quando organizzi una cosa, non è che sai in anticipo come poi andrà a finire. Certo, hai delle sensazioni a riguardo, ma nessuna garanzia. Hai deciso di proporre qualcosa che ti piace, che ti appassiona, che vuoi condividere; un libro, un film, uno spettacolo, un concerto, ma ci sono troppe variabili che possono influenzare la riuscita di ciò che hai organizzato. Anche solo il meteo, se sei in un parco. Venerdì 27 giugno, ad esempio, c’era un clima proprio un po’ tipo “e terra e polvere che tira vento e poi magari piove” che rischiava di far saltare tutto. I gazebo si gonfiavano forte e il cielo era nero nero sopra il tendone del circo. Gaia Giordani era a Casseta Estiva per presentare il suo primo libro, “Sei proprio una scema”. Libro bello e divertente, letture fatte bene da chi sa leggere bene e autrice “giusta”, donna intelligente, spiritosa e con quella punta di naïf che aveva creato immediatamente la sintonia.  D’altra parte ad una donna che si veste di verde per essere coordinata con l’ambiente e che arriva piena d’entusiasmo esclamando “Ma che bello che è qui!” non puoi che volerle bene, da subito.

Premesse tutte giuste, insomma, ma se poi piove? O se la gente pensa che poi piova, si spaventa e sta a casa? Come la controlli, quella roba lì? Non la controlli. Ci scherzi, ci ridi, ci speri e ci provi. Cerchi di capire come si muove quel cielo lì così nero, da che parte soffia il vento e ti butti, tanto non hai capito né in che direzione si sposta l’uno né da che parte tira l’altro. Metti il golfino e cominci. E così è stato.

Il Casseta Book Festival è cominciato così. Sotto un cielo minaccioso, con la presentazione di un libro bello e divertente e con la gente che no, non si è spaventata. Tanto poi non ha fatto neanche una goccia e tanto qualcuno l’aveva detto di sicuro che il temporale non ci sarebbe stato. Una bellissima serata, di quelle che dici “Riuscita, ce l’abbiamo fatta”. Ma non solo riuscita, di più. Venerdì 27 giugno ci siamo portati a casa pure una notevole innovazione. Via i menù di carta, che te li devi leggere, questi li scrivono ancora a mano, come nell’Ottocento, e non si capisce mai la grafia. “Ditemi voi cosa c’è da mangiare….” No, noi no. La pigrizia non ce lo consente. Può dirtelo Gaia però, volentieri.

Gaia Giordani legge “Menù”

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Prossimo appuntamento con il Casseta Book Festival, domani sera: Fabio Geda “Se la vita che salvi è la tua”. Appuntamento ore 21.00

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