“La situazione è grammatica”

“Capita a tutti di commettere errori di grammatica. Per distrazione, per un riflesso condizionato, non necessariamente per ignoranza. A volte, strano ma vero, a sbagliare è proprio la lingua, coi suoi paradigmi incoerenti, le sue prescrizioni illogiche, le sue regole irragionevoli. Questo libro spigliato e vivace vi aiuterà a scoprire gli errori degli italiani, ma anche quelli dell’italiano, ricostruendone l’epidemiologia, ripercorrendone la storia e utilizzando esempi vivi e attuali. Lungi dal considerarli una malattia, De Benedetti ci ricorda che gli «errori» sono innanzitutto sintomi da comprendere e interpretare. E che ciò che è sbagliato oggi potrebbe non esserlo piú domani. Un libro che vi aiuterà a fare pace coi vostri strafalcioni. E che vi riconcilierà finalmente con quella cosa «drammatica» di nome grammatica.”

Venerdì 19 febbraio, alle ore 21.30, Andrea De Benedetti, accompagnato da Andrea Bertelli (La Gang del pensiero), Mirko Corli e Timothy Donato, ci presenta il suo bellissimo “La situazione è grammatica” (Einaudi).

“Accenti violati, apostrofi oltraggiati, punteggiatura vilipesa, congiuntivi profanati: la situazione della nostra lingua è davvero cosí drammatica? Non esageriamo. Drammatico sarebbe se l’italiano smettesse di evolversi, se la nostra inesauribile capacità di creare nuove parole si atrofizzasse, se imbalsamassimo per sempre la grammatica in un codice definitivo di norme e ce la tenessimo cosí, fredda e immutabile, come si fa con i trofei di caccia da esibire in salotto in una macabra e illusoria replica della vita.”

“Lascio ad altri il compito di proporre leggi speciali, presidiare militarmente la frontiera tra giusto e sbagliato, esprimere giudizi. Io non sono fatto per ricoprire il ruolo del poliziotto e tantomeno quello del Pubblico Ministero. Mi interessa piú la figura del perito, del medico legale. Quello che non condanna il crimine ma prova a capire come è stato commesso; che non punisce il reato, ma cerca di dare una mano per ricostruirne la dinamica; che se a un certo punto scopre che la vittima non è morta ammazzata, non si ostina a cercare un colpevole a tutti i costi. Perché il piú delle volte un colpevole non c’è, e se c’è non agisce certo da solo.”

Ingresso libero riservato ai soci Arci.

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