Il Cocktail della casa

“Mi fai un sex on the beach?”. “Come scusa?”. “Mi fai un Sex on the Beach?”. Dev’essere una bevanda. “No, guarda, quelle robe lì noi non le facciamo.” Ma non, come dice un amico nostro, per via della sabbia. Ci mancherebbe. Nei confronti di quel sex on the beach lì, quello vero, nessun problema, anzi. Ad averci la spiaggia. Sono proprio queste bevande da cocktail-bar in centro con bancone in vetroresina illuminata a creare più di un prurito. Quando uno lavora in una borgata di periferia fa, per forza di cose, dello stare in periferia, un punto d’orgoglio, un segno distintivo. Un po’ come dire a fare il wine-bar e l’apericena vista Po son buoni tutti. Per servire barbera e salame invece ci va una certa classe. Ma poi, davvero vuoi bere una bevanda composta da: 3 cubetti di ghiaccio, mezza parte di Vodka, mezza parte di Vodka alla pesca, una parte di succo di mirtillo, una parte di succo di Arancia, una parte di succo di Ananas (facoltativo), una ciliegina e una fettina di Ananas per decorare? Che t’ha fatto di male la grappa? Bevi quella, che ti piace, questo lo ordini solo per il nome, appoggiato con un gomito al bancone. “Guarda, se vuoi, al massimo, posso farti un Pompinas.” Il vento gelido siberiano, d’improvviso, soffia forte. E l’uomo con la giacca e la camicia bianca di renziana fattura non è preparato, ha dimenticato il cappotto. Resta lì, immobile, colpito in un attimo dalla Sindrome Di Abbozzaggio Apparente (vedi Zerocalcare per questo e molti altri motivi), con la risposta pronta che gli muore sulle labbra. Chi di allusione sessuale ferisce, d’allusione sessuale perisce. “E’ una delle specialità della casa. Come indica egregiamente il nome, è un meraviglioso cocktail preparato con pompelmo, gin e ananas. Posso farti quello, se vuoi. Oppure un coca&rum.” “Prenderò un coca&rum allora, grazie lo stesso.”

Il cocktail Pompinas lo inventarono diversi anni fa quattro deficienti a cui vogliamo un bene dell’anima. La loro usanza era quella, nelle notti di ubriachezza molesta (nelle molte notti di ubriachezza molesta) di ordinarlo rimanendo seduti al tavolo. Il risultato era un urlo rivolto al bancone affinché tutti potessero sentire: “Dai, su, fammi un Pompinas” “Vorrei un Pompinas per cortesia.” E ridevano. Dio quanto ridevano. Pare che la bevanda di per sé sia pure buona, voleste provare. Ci vuole solo un po’ di coraggio ad ordinarlo se la barista vi guarda fisso negli occhi.

Poi ci sono state molte altre bevande, moltissime altre scemenze, ma quello, forse, rimane uno dei punti più alti mai toccati, qui nella sede del politicamente scorretto. E gli avversari era davvero duri da battere.

Non sapremo mai se quel cocktail, al pari di molte altre nostre invenzioni, fosse davvero buono. Di sicuro ci ha fatto divertire parecchio. E l’altra sera mi è tornato utile.

Volevo dirvi grazie.

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